L’eccesso di peso è ormai riconosciuto come un problema di salute pubblica in molti Paesi occidentali. In Italia, più del 30% della popolazione sopra i 18 anni è in sovrappeso e quasi il 10% è obeso. Il fenomeno interessa anche la popolazione dei bambini; si stima che il 24% dei bambini italiani di 8-9 anni sia in sovrappeso e il 12% obeso. Le prevalenze più elevate si registrano nelle Regioni del Sud del Paese.
L’eccesso di peso è una condizione eterogenea e cronica che richiede alla Medicina Generale (MG) strumenti pratici per riconoscere la malattia, ingaggiare il paziente e scegliere il setting di cura e la terapia appropriata. La Commissione di The Lancet Diabetes & Endocrinology ha recentemente proposto una nuova classificazione dell’eccesso di peso, distinguendo tra obesità pre-clinica (eccesso adiposo con funzione d’organo preservata) e obesità clinica (malattia sistemica con segni/sintomi o disfunzione d’organo) e limitare il BMI a ruolo di screening; la diagnosi richiede misure di adiposità e la verifica di alterazioni funzionali o limitazioni nelle attività quotidiane. Questo cambio di paradigma aiuta medici e decisori a prioritizzare gli interventi e riduce il rischio di sovra/sottodiagnosi.
Sul piano fisiopatologico, il focus si deve spostare dal “quanto pesa” il paziente al “come è fatto” il tessuto adiposo: la disfunzione adiposa (alterazioni endocrine, infiammatorie e immunometaboliche) genera infatti un doppio spettro di malattia: fat-mass disease (effetti meccanici: OSAS, artrosi, limitazioni funzionali) e sick-fat disease (complicanze cardio-metaboliche, epatiche, endocrine). Il nuovo framework clinico raccomanda una particolare attenzione alla steatosi epatica metabolica (MASLD), molto frequente nelle persone con eccesso di peso. In MG, lo screening con FIB-4 consente di stratificare il rischio e di indirizzare all’ecografia/epatologia i casi a probabile fibrosi.
L’intervento clinico deve quindi mirare non solo al calo ponderale, ma alla remissione /miglioramento delle manifestazioni e della qualità di vita.
Per la diagnosi e classificazione, gli strumenti in MG includono, oltre a peso e BMI, circonferenza vita, indici vita-fianchi o vita-altezza con attenzione particolare negli anziani, dove il BMI perde potere informativo. L’inquadramento per feature cliniche e bersagli d’organo (metaboliche, cardiovascolari, respiratorie, epatiche, osteo-articolari) consente uno staging realmente gestionale, utile per decidere “chi gestire, dove gestire e come intensamente trattare”.
La MG è il luogo naturale per l’ingaggio e la presa in carico proattiva, ma sono anche necessari criteri condivisi per la selezione del setting di cura.
Sul fronte terapeutico, il framework EASO (McGowan, 2025) propone un algoritmo decisionale che seleziona i farmaci in base alla presenza/assenza di complicanze e ai profili d’efficacia/sicurezza: l’approccio deve essere personalizzato, sempre combinando stile di vita, farmaci, supporto psicologico e gestione delle comorbilità.
Questo corso FAD traduce tali evidenze in strumenti operativi per la MG: misure semplici e riproducibili (peso, vita, WHtR), check-list di segnali clinici di malattia, algoritmi di invio/gestione per setting, uso del FIB-4 nello screening MASLD, criteri per inizio e monitoraggio della terapia farmacologica, strategie di ingaggio e de-stigmatizzazione validate nei materiali formativi e casi reali. L’obiettivo è fornire al MMG una cassetta degli attrezzi per passare dal “trattare il numero” al curare la malattia clinica, migliorando esiti e qualità di vita dei pazienti.

Ultime modifiche: lunedì, 2 marzo 2026, 12:12